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Acanthurus achilles è un pesce marino tropicale appartenente alla famiglia degli Acanturidi.
Regno: Animalia
Phylum: Chordata
Classe: Actinopterigi
Ordine: Perciformes
Famiglia: Acanthuridae
Genere: Acanthurus
Specie: Acanthurus achilles (Shaw, 1803)
SINONIMI
Pesce chirurgo arancione, Pesce chirurgo achille
ETIMOLOGIA
Acanthurus, dal greco “akantha” e “oura”, ovvero con una spina sulla coda
achilles, in onore all’eroe della mitologia greca.
PROVENIENZA
Isole Hawaii e Oceano Pacifico. È diffuso nelle Isole Caroline occidentali e nello stretto di Torres fino alle Hawaii, Marquesan e Ducie, a sud fino in Nuova Caledonia; in Micronesia nelle isole Mariana e Marshall; nell’Oceano Pacifico centrale e orientale, nelle zone meridionali della Baia della California e lungo le coste del Messico.
HABITAT
Vive fino ad una profondità di 10 metri. Di solito viene avvistato in gruppi numerosi, al cui interno possono introdursi anche esemplari di Acanthurus nigricans e viceversa, nella zona del reef interno.
DESCRIZIONE
Il suo corpo è a forma di ovale ed è schiacciato sui fianchi ed è munito di aculei affilati racchiusi in un solco ai due lati del peduncolo caudale. Quando queste due lamette sono alzate, costituiscono un valido strumento di offesa e difesa, rendendo particolarmente pericolosi gli attacchi laterali eseguiti con la coda.
Sovente usa queste armi per difendersi o intimidire e costringere alla fuga altri Acanturidi ed impossessarsi di altri territori per alimentarsi.
L’arto dorsale e anale denotano una base piuttosto allungata, mentre la fronte è inclinata.
La vistosa “goccia” arancione che lo contraddistingue è un segnale della sua proverbiale aggressività. Infatti, più la colorazione è accesa nella parte del corpo dove sono poste le lamelle e più la specie è considerata dominante.
Acanthurus achilles presenta le caratteristiche tipiche degli Acanturidi: una piccola bocca con denti disposti a pettine, che gli consentono di assumere e triturare grosse quantità di alghe.
Tramite le pinne pettorali eseguono movimenti natatori di natura ondeggiante. Questi arti vengono usati per pulire gli occhi e addirittura il capo, caratteristica ravvisabile anche in altri pesci come i Labridi.
Il colore è marrone scurissimo, quasi nero.
Pinna dorsale ed anale si estendono su gran parte del perimetro del loro corpo, la pinna caudale si presenta bilobata.
Gli esemplari più piccoli (meno di 6 cm di lunghezza) non presentano la tipica macchia rossa dei pesci adulti.
La specie raggiunge in natura i 18-20 cm di lunghezza, in acquario rimane più piccolo, intorno ai 10 cm.
ALIMENTAZIONE IN NATURA
La sua dieta è costituita per la quasi totalità da alghe.
RIPRODUZIONE
La riproduzione avviene mediante l’espulsione delle uova che rilascia salendo velocemente verso la superficie. Le larve sono trasportate dalla corrente e si sviluppano in modo indipendente.
ALLEVAMENTO IN ACQUARIO
L’Acanthurus achilles è una delle specie più ambite dagli acquariofili. Tuttavia la sua diffusione in acquario è molto limitata. Il motivo principale è da ricondursi alla difficoltà estrema di mantenere in ottima salute e per molto tempo questo pesce in cattività.
L’Acanthurus achilles può avere infatti un tasso di sopravvivenza molto basso in acquario. Non sono pesci consigliati per l’acquariofilo inesperto.
Anche nel caso di grosse importazioni, la percentuale che riesce a sopravvivere è minima; una percentuale che sicuramente deve porre il dubbio a tutti gli acquariofili se sia corretta o meno l’importazione.
Sono pesci marini pacifici e possono essere tenuti in vasca con qualsiasi invertebrato. La sua dieta deve essere necessariamente molto varia in quanto è un pesce esigente; è consigliato somministrare mangime animale e vegetale, quest’ultimo principalmente a base di alghe. Serve alimentarlo con mysis, artemia, mangime in granuli o surgelato con aggiunta di vitamine.
Necessita di una vasca di grandi dimensioni perché è un abile nuotatore e la ristrettezza degli spazi lo rende aggressivo verso esemplari della stessa specie.
Anche se Acanthurus achilles non raggiunge proporzioni ragguardevoli in acquario, e può essere mantenuto in vasche di 300 litri, consiglio di assicurare alla specie acquari con capienza di almeno 600 litri.
Può convivere con altre specie di Acanturidi, ma l’acquariofilo deve prevedere la possibilità che da un giorno all’altro gli esemplari comincino a litigare.
L’ostilità diminuisce se i pesci ospiti appartengono ad altre specie di Acanturidi, anche se può variare individualmente.
Quindi, si deve attrezzare di una vasca alternativa e pure di un acquario di quarantena dove eventualmente curare la specie in caso di necessità.
E’ un pesce alghivoro, tuttavia l’integrazione della dieta con cibo di origine animale è necessaria.
Sono ottimi per cercare di limitare la crescita delle alghe verdi filamentose nell’acquario. Richiede in acquario un fondo di sabbia fine. Questa sabbia viene ingerita a piccole dosi per facilitare, la digestione dei vegetali assunti. La sabbia verrà poi espulsa dal pesce attraverso l’intestino. Nell’ingerire la sabbia, contemporaneamente assume anche il microplancton in essa contenuto.
Valori chimici e fisici ideali:
Temperatura: 26-30°C
Densità: 1018-1022
Valore pH: 8,2-8,4